Nin e la Cattedrale più piccola del mondo

Viaggio organizzato all’ultimo minuto e si parte per la Kroatia con la nostra piccola 600 FIAT, attraversiamo tutta l’Italia, una piccola parte della Slovenia e finalmente Kroatia, prima ci fermiamo per alcuni giorni in una piccola città di mare, Pula deliziosa e frizzante… decidiamo di voler esplorare ancora un po’ questo paese e ci dirigiamo verso Zara, per errore non prendiamo l’autostrada ed è stato quasi destino che percorressimo tutta la costa, ci fermiamo per una piccola sosta in uno spiazzale, ci affacciamo e capisco che sono nello stesso posto di trenta anni prima con i miei genitori quando la Croazia era ancora la Jugoslavia… sento ancora l’acqua gelida che intorpidisce la mia pelle ad ogni tuffo che facevo con mio fratello... uno dei miei primi Viaggi On The Road!
Arriviamo a Zara, la città dalle strade bianche (dovuto dal suo lastricato tipico di pietra calcarea bianca), è bella e raggiante, colma di turisti, mi ricordo anche di questa città con le signore ai lati della strada con il loro filare e fare l’uncinetto, ma di quella unicità è rimasto poco dando più ampio spazio alla globalizzazione.
Il mattino seguente prendiamo i nostri tappetini (necessari per gli scogli) la nostra unica guida online (la mia preferita l’ho perduta la sera precedente…) e ci dirigiamo verso Nin, una piccola isola che vista dall’alto ad una certa prospettiva sembra essere a forma di cuore, 


Vista dall'alto, isola a forma di cuore (@google)

ha due soli punti di accesso uno opposto all’altro.

Porta principale

Tutto è una scoperta non abbiamo notizie di quest’isola se non che sia la città dell’amore.
L’ingresso principale ha un arco in pietra, entriamo e ci accoglie una piccola città viva dove cuori di  carta, metallo, legno, cuori di ogni materiale sembrano volteggiare nell’aria dell’isola, l’amore è ovunque.
Strada principale e... 

... cuori...

Sulla via principale ogni ristorante è colmo di turisti che godono di quel momento di relax fuori dallo stress della vita quotidiana.
Io e Andrea ci teniamo per mano, camminiamo e da lì a poco avremmo avuto una piccola sorpresa, si apre davanti a noi una piccolissima Roma.
L’isola fu conquistata dai greci, dai romani, dagli slavi…
Tutto è tenuto con gran cura e amore, estremamente pulito, ogni scavo ha il suo totem ove si leggono le informazioni del luogo e/o della struttura dell’epoca.

... la piccola Roma...

Poco più in là si scorge una piccola chiesetta, bianca e con mia grande sorpresa scopro che ci troviamo di fronte la Cattedrale più piccola del mondo “Chiesa della Santa Croce” circondata da un grande spazio verde tanto da risaltarne ancor di più il bianco della piccola cattedrale.

La cattedrale più piccola al mondo

E’ così piccola che vi si può entrare uno alla volta, tanto che successivamente ho scoperto un articolo su Vanity Fair (https://www.vanityfair.it/news/mondo/14/02/12/chiesa-piu-piccola-del-mondo) come viene celebrato il matrimonio nella cattedrale più piccola al mondo, in modo romantico e unico.

Interno

E’ una chiesa del IX sec. con pianta a croce greca (...http://architettontheroad.blogspot.it/2017/01/la-befana-e-la-chiesa-del-crocifisso.html) in stile preromanico (L'architettura preromanica è quella fase dell'architettura europea che si sviluppa fra il VIII e il X secolo, durante la quale ha luogo una fase di attiva elaborazione di modi costruttivi e decorativi che il gusto romanico riprenderà per elevarli a sommo livello artistico. L'epoca preromanica può essere distinta in tre periodi principali: l'epoca merovingia, l'epoca carolingia e quella ottoniana.)


Esternamente la Chiesa è decorata solo ed esclusivamente da nicchie bianche cieche e al suo interno la cupola è elissoidale (Ellissoidale: termine composto dal termine ellissoide = figura tridimensionale avente un centro e tre assi di simmetria tra loro perpendicolari) irregolare e si stringe verso l’alto.

Cupola elissoidale


La struttura è volutamente sbilanciata in modo da “seguire” la posizione del Sole, facendo si che la chiesa sia una sorta di orologio solare.

Facciata principale

Sul lato inferiore dell’architrave è riportato il nome di “Godeslaus” la più antica iscrizione croata conosciuta del nostro tempo.

Particolare decorativo

Ci guardiamo e senza parlare decidiamo di cenare in uno di quei ristorantini che danno proprio davanti alla cattedrale e ce la gustiamo con del pesce accompagnato da un buon vino bianco.



Nota tecnica per i più appassionati:

Nona (in croato: Nin), è una città della Croazia di 4.603 abitanti, situata nella Regione zaratina 15 km a nord di Zara.
Nona è una delle città più antiche della Croazia.
La storia di Nona è antichissima: l'isolotto del centro storico era abitato probabilmente fin dall'epoca preistorica. Vari popoli si susseguirono nel controllo della città, tra cui i Liburni; l'influenza greca è invece attestata in periodo ellenistico. In seguito, quando i Romani conquistarono la Dalmazia, la città divenne conosciuta col nome di Aenona e fu dotata di un foro, un anfiteatro, un acquedotto e un tempio che all'epoca era il più grande in terra dalmata. Apprezzati dai romani erano i fanghi curativi che si trovavano nei pressi della città.
All'inizio del VII secolo la città fu presa dagli Slavi e dagli Avari, che la distrussero completamente. Ricostruita dai Croati tra i secoli VIII e IX, Nona divenne un importante centro di irradiamento culturale e il luogo dell'incoronazione dei sovrani croati. Con l'istituzione della diocesi di Nona la città divenne anche la capitale ecclesiastica croata; a quell'epoca risalgono la figura storica del vescovo Gregorio di Nona (che introdusse il glagolitico come lingua liturgica) e la costruzione della chiesa della Santa Croce, una piccolissima cattedrale a croce greca triabsidata che sull'architrave reca l'iscrizione del conte (župan) croato Godeslaus.
Nona si diede nel 1328 alla Repubblica di Venezia, alla quale appartenne - salvo un'interruzione nel periodo 1358-1409 - fino alla caduta della Repubblica di San Marco nel 1797. Contrariamente alle altre città marittime, che prosperarono notevolmente nei commerci e nelle arti, sotto la Serenissima Nona andò incontro ad un'inarrestabile decadenza. Sfruttata economicamente dalla Repubblica, ma non dotata di adeguata protezione militare, la città divenne un facile obiettivo e fu distrutta dai veneziani nel 1571. Il 28 aprile 1646 Nona fu nuovamente rasa al suolo dai veneziani, che lasciarono la città bruciata per salvare la città di Zara dai Turchi.
Nei secoli successivi Nona non riuscì più a riprendersi e rimase una sonnolenta cittadina di provincia fino alla rivalutazione in chiave turistica degli ultimi decenni.
La chiesa della Santa Croce (in croato: crkva Sv. Križa) si trova a Nona, in Croazia. La chiesa è stata cattedrale della diocesi di Nona ed è anche conosciuta come "la più piccola cattedrale del mondo".

Architettura preromanica

L'architettura merovingia, o precarolingia, coincise con il Regno dei Franchi nel centro dell'Europa, dei Longobardi in Italia, dei Visigoti nel sud della Francia e nella penisola iberica e i regni anglosassoni nelle isole britanniche. Di questo periodo rimangono alcune chiese nel regno visigoto ed un piccolo numero di chiese in Inghilterra ed in Irlanda la cui datazione tuttavia appare incerta. Il preromanico d'epoca carolingia si sviluppò a partire dal 750, in un periodo successivamente segnato da Carlo Magno e dalla sua discendenza. Testimonianze importanti di questo periodo si trovano ad Aquisgrana, Benevento e Corvey, mentre numerosi sono i monasteri sorti tra le Asturie, l'Italia settentrionale e le regioni dell'Europa centrale, solo in parte giunti integri fino ai giorni odierni e spesso caratterizzati da planimetrie molto complicate.
L'architettura ottoniana invece fiorì tra la fine del IX secolo e la metà del X secolo in Germania. Di tale periodo rimangono pochissime realizzazioni. Altre interessanti architetture dello stesso periodo possiamo trovarle in Spagna. Successivamente, tra la fine del X secolo e la seconda metà del successivo, assistiamo ad un'evoluzione dello stile, con il passaggio dal preromanico a quello che alcuni studiosi hanno definito protoromanico. Solo sul finire del 900 cominciarono a costruirsi edifici di grande rilevanza in gran parte dell'Europa centrale, in Francia e nell'Italia settentrionale, caratterizzati da elementi ancora preromanici, ma con numerose varianti e modifiche che getteranno le basi per l'architettura del XII secolo.

Testi per “Nota tecnica per i più appassionati” presi da: https://www.slideshare.net/LEZIONIDIARCHITETTURA/24-architettura-romanica-teoria



Foto: Scattate da me, 

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